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Mettere l'arrivo della primavera, aggiungere la voglia di stare nei prati insieme alla necessità di disintossicarsi e al desiderio di perdere qualche chilo e qualche centimetro di girovita. Il risultato di questo cocktail è il tarassaco o “dente di leone”.
E' una delle prime insalate della bella stagione, che cresce spontanea nei nostri prati, facilmente riconoscibile per il fiore giallo e il soffione: un'erba che, come dice il suo nome scientifico (Taraxacum officinale), è utilizzata da secoli in medicina popolare e in fitoterapia.
Grazie infatti al suo elevato contenuto di taraxicina, il tarassaco ha innumerevoli proprietà: migliora la funzionalità epatica e renale, cura l'inappetenza, favorisce la digestione, stimola il transito intestinale riducendo al tempo stesso i gonfiori addominali. Recentemente gli sono state riconosciute virtù anche nel trattamento della cellulite.
Il dente di leone è inoltre ricco di betacarotene, vitamina C, calcio, potassio e fosforo.
L'uso del tarassaco come depurativo risale alla medicina popolare ed è impiegato principalmente nelle “cure di primavera” per eliminare le sostanze tossiche accumulate durante l'inverno, aiutando così l'organismo nel periodo che comporta il maggiore sforzo di rinnovamento.
Se a tutto questo si associa la passeggiata nei prati per andare a raccoglierlo... meglio ancora!
Le sostanze con le maggiori proprietà depurative sono contenute soprattutto nella radice e nel fusto sotterraneo, ma tradizionalmente vengono consumate anche le foglie. Può essere gustato crudo in insalata, bollito o saltato in padella, o ancora come condimento per pasta o risotto.
Gabriella Bruschi
Direttore editoriale Eurosalus
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